Una poetica, lirica magia

Mi piaccion quelle cose che parlano d'amor, di poesia,

che parlano di sogni, di chimere, quelle cose che han nome "poesia"...





venerdì 4 dicembre 2009

Chete chele


Ah, l'universo. The universe. Che luogo mistico.
E' un distacco eterno verso le nuvole.
Sopra i rami degli alberi.
Verso l'oscurità della notte.
Intravedo le stelle, so che brillano, dietro le fronde.
Prova a portarmici con le mani, raccolte a mo' di scodella.
Come quando raccogli dell'acqua.
Sono mani chete, ma taglienti. Mani-chele.
E' danza, verso l'assoluto.
Ma ridiamoci sopra.
In fondo è un corpo a corpo sensuale e ribelle.
Che rinnega ogni tipo di catena.
Allora leviamo i nostri guardi a Dio.
Talvolta sembra il Deus ex machina che si cala su un sipario.
Che si nasconde dietro i tuoi occhi grigi.
Ed esce vaporoso dalla tua bocca, col tono caldo della tua voce.
Dove sei in questi richiami?
Sembri non ascoltare nulla.
Eppure tutto ti perviene, in modo irraggiungibile.
Ti isoli, nel vuoto cosmico. Come un poeta sufi.
Non voglio prenderti. Non voglio perderti.
Ovunque tu sia, so che da qualche parte sei.
Sono note cupe, ma calde e misteriose.
E solo io posso sentirle. Tu mi fai credere, che. Che.
Non è amore. E' misticismo che mi unisce a te.
E' un vojage. Dentro di sè. All'esporazione accecante dell'io.
Nulla è rimpianto. Nulla è ricordo.
Tutto è paura.

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